«Più voucher per gli asili nido»La Giunta la sua strategia in Consiglio a margine del rinnovo delle convenzioni Ma l'opposizione rilancia: «Primo anno gratis per sostenere le famiglie in difficoltà»Nella foto a sinistra il sindaco Adriano Pareli che ieri, sollecitato da Claudio Bragaglio del Pd, ha voluto ribadire a chiare lettere di non essere ostaggio della Lega Nord. Il primo cittadino è intervenuto pure sulla vicenda che nelle scorse settimane ha riguardato il presidente della Circoscrizione Est, Enio Garzetti, sottolineando che alcune dichiarazioni possono essere frutto di inesperienza. Nella foto a sinistra, invece, l'aula consiliare di Palazzo Loggia• «Potenziare il voucher ed estendere le soluzioni di prossimità». Questa l'indicazione della Loggia per migliorare i servizi dedicati alla prima infanzia. A esternarla è l'assessore ai Servizi sociali, Giorgio Maione, che ieri ha presentato in Consiglio comunale la delibera di rinnovo delle convenzioni per l'anno 2009/2010 con alcuni enti gestori dei nidi.«Il numero totale dei posti che attualmente la città offre - ha spiegato l'assessore - è di 1.395, se si considerano anche i 309 di realtà che non accettano i voucher. E le liste d'attesa sono tutto sommato corte: solo 80 richieste non sono state accontentate. Nonostante ciò la nostra volontà è di potenziare ulteriormente il servizio, ma non necessariamente con un intervento di stampo pubblicistico che vada ad aumentare i posti dei nidi comunali: la nostra intenzione è di investire in maniera importante sullo strumento dei "voucher", e in questo senso stiamo ipotizzando di togliere il limite di reddito per accedervi. In questo modo - haspiegato - un numero maggiore di famiglie potrà scegliere se iscrivere i propri figli all'asilo comunale oppure a quello privato».L'altra idea avanzata da Maione è di incentivare soluzioni di prossimità come i nidi-fami-glia, oggi poco sviluppati nella nostra città:«Laddove esistono si tratta di realtà nate spontaneamente in parrocchie o in alcuni condomini. Incoraggiarle significa da un lato applicare il principio di sussidiarietà, dall'altro favorire una politica di conciliazione dei tempi, sulla quale sta lavorando l'assessore Claudia Tauri-sano». Il motto proposto dall'esponente della Giunta è quindi: «Servizi elastici per soddisfare i bisogni».La delibera di convenzione ha un valore di quasi 1 milione di euro (997.995 per la precisione) ed è stata approvata all'unanimità, pur con diversi accenti tra maggioranza e opposizione.Pd: garantire l'apporto pubblicoFabio Capra del Pd (ex assessore ai Servizi sociali) ha osservato che «attraverso questo documento il Comune valorizza tutte le sue opportunità e si pone in una logica di continuità con ciò che è stato fatto negli anni scorsi». Quanto alle soluzioni di prossimità, tuttavia, ha fatto presente che «le famiglie non sono più strutturate come una volta» e che «di conseguenza gli asili-famiglia sono andati spesso incontro a fallimenti».Il consigliere ha defmito inoltre «interessante» l'idea di estendere l'accreditamento a tutti i nidi privati», ma ha altresì sottolineato con forza l'importanza di garantire l'apporto pubblico: «È giusto poter scegliere, ma il Comune deve continuare a mantenere il primato nel settore, anche perché dispone di ottime professionalità. Si deve inoltre considerare che quasi sempre le famiglie dapprima si rivolgono ai nidi pubblici e solo se le loro domande non vanno a buon fine passano a quelli accreditati. Infine, se non riescono ad accedere neppure a questi, si rivolgono ai privati non accreditati».L'esponente del Partito democratico si è detto poi contrario «a un risparmio a tutti i costi che possa danneggiare la qualità del servizio». E, in contrapposizione al Bonus bebé, ha proposto: «Chiederemo di rendere gratuito il primo anno di nido (tanto nelle strutture comunali quanto in quelle accreditate) come misura anti-crisi e sulla base di una graduatoria. Riteniamo infatti che questa sarebbe una buona forma di sostegno alla famiglia, con ripercussioni positive anche sulla produttività: molte mamme non sarebbero più costrette a rimanere a casa».«Nonostante le punte di eccellenza ancora non ci siamo», ha invece commentato Donatella Albini della Sinistra Arcobaleno, secondo cui «si deve partire non già dal diritto all'assistenza, bensì dal diritto all'infanzia». Questo significa che «il servizio educativo deve partire dai bisogni del bambino e non di altri soggetti, dal tempo biologico dell'infante e non dal lavoro dei genitori».Dal bonus al doiiiimRimanendo in tema di bebé, va segnalata la decisione dell'opposizione di devolvere l'emolumento previsto per il Consiglio comunale di ieri a favore del «Donum bebé», una raccolta lanciata dalle associazioni cattoliche come alternativa al bonus messo a disposizione dal Comune per i soli nuclei bresciani. All'iniziativa non ha però partecipato il gruppo dei socialisti perché, ha spiegato il capogruppo Laura Castelletti, «in Consiglio comunale si devono usare altri strumenti politici».Quanto al bonus, anche ieri il sindaco Pareli lo ha difeso dagli attacchi provenienti dai banchi della minoranza. Il tema in questi giorni è più caldo che mai: mercoledì, lo ricordiamo, si è tenuta l'udienza di fronte al Tribunale del Lavoro. Ad essa aveva assistito, presente tra il pubblico, anche l'assessore Maione.Marco Tedoldi