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La notaLa vera sfida partirà col primo trenodi Baroni• imponenza dell'opera conquista.<• T.fl pnmnipssi+.fl rIpITimnrpsn nffaspi-L» imponenza dell'opera conquista. " La complessità dell'impresa affascina. Difficile tornare in superficie indifferenti. O critici. Tanto più ora che si intravede la luce in fondo al tunnel. Se le questioni dei costi crescenti saranno risolte - come tutti s'aspettano - entro il primo gennaio 2013 la metropolitana di Brescia entrerà in funzione. E da quel giorno inizierà la sfida vera.Mentre il piccolo convoglio lentamente avanza nelle viscere della città scavate dalla talpa, torna alla mente l'eco di lunghi anni di progetti, dibattiti e polemiche.Questo progetto nacque a metà degli anni Ottanta. E fu accolto più da perplessità che da entusiasmi. C'era chi lo riteneva sproporzionato rispetto alla dimensioni di Broscia e chi temeva il «giro» d'affari che attorno ad appalti di tale dimensione sarebbe sorto. C'erano i sostenitori del tram e chi paventava i «tramini». Un referendum andò a vuoto. Un piano regolatore cercò di ignorare letteralmente la metropolitana e venne corretto in corso d'opera, mentre l'autore, proprio per questo, gettava la spugna. La città, alla fine, decise di affrontare la sfida. L'alierà Asm, con Comune e Provincia, organizzò spedizioni per «vedere» com'era in altre realtà europee che già avevano una metropolitana simile alla nostra. Ricordo più di un viaggio tra Scandinavia e Francia: si tornava con le stesse idee di prima, chi convinto e chi no. Questioni di ieri, da assegnare alla nostra storia. Erose dall'imponente avanzare della talpa. L'opera e il suo valore sono lì, da vedere. Con un brivido di bresciano orgoglio.Ora le questioni, in prospettiva, sono altre. Laprima è strutturale. Un poco impressionati dall'impegno tecnologico e progettuale già messo in campo, dal tunnel della talpa si esce convinti che la metropolitana avrà un futuro solo a patto che rapidamente si ramifichi verso i più consistenti bacini di utenza. Il sistema dei trasporti provinciale deve «portare» all'utilizzo della metropolitana. Altri rami della struttura devono allungarsi, a cominciare dalla Valtrompia e dal-l'hinterland. Questi pochi chilometri faranno strada se qualcuno progetterà un tragitto più lungo.L'altra sfida, non meno importante, sarà quella del servizio. Come i bresciani dovrebbero aver imparato dall'esperienza dell'aeroporto di Mon-tichiari, da quel che sta accadendo sui binari delle ferrovie italiane e dai progetti autostradali, non basta avere una struttura ben fatta perché questa funzioni. Tutto dipende dal servizio e dall'affidabilità che questo conquista presso gli utenti. La rapidità e la puntualità delle corse, la pulizia dei convogli, la sicurezza delle stazioni, il rapporto costi-qualità: questo porterà gli utenti a fare affidamento sulla metropolitana. Non ci sarà campagna promozionale o divieto di transito che tengano. Solo se il servizio funziona avrà raggiunto il suo scopo, con soddisfazione dei cittadini e vantaggio della comunità. I molti interrogativi che ancora incombono sulla nostra metropolitana cominceranno ad avere risposta solo il giorno dopo la partenza del primo convoglio. Ma non si può aspettare fino ad allora per affrontarli. Mentre la talpa sta arrivando alla fine del tunnel e si lavora per stazioni e binari, fin da oggi qualcun altro deve immaginare con impietoso realismo, come sarà dopo il taglio del nastro.
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